Comunicati

Lettera-appello ai sindaci: dite no ai circhi con animali

IL COMUNICATO STAMPA

 

I sindaci impediscano l’attendamento nei loro Comuni dei circhi che impiegano animali. E’ l’appello rivolto da un gruppo di associazioni ad alcuni sindaci toscani in vista del periodo natalizio. Le associazioni affermano che gli animali nei circhi vengono sottoposti a vessazioni estreme, che negano le loro naturali inclinazioni e comportano enormi sofferenze fisiche e psichiche.
Gli animalisti citano le delibere approvate da numerosi comuni, le leggi che tutelano il benessere animale, le dichiarazioni scientifiche sulla sensibilità degli animali.

“Il circo – scrivono fra l’altro – viene sempre presentato come un mondo magico dove gli animali vengono trattati ‘in maniera egregia’. Si rafforza questa ipocrisia ricordando poi che sono nati in cattività, come se per questo fossero meno animali, come se le caratteristiche etologiche e biologiche innate si fossero cancellate, come se un uomo nato in prigione fosse meno uomo e preferisse la prigionia alla libertà”.
Le associazioni invitano i sindaci a ripensare il rapporto fra gli umani e le altre specie animali e affermano: “Gli spettacoli circensi dovrebbero usare soltanto l’intelligenza, la fantasia, l’abilità umana come il prestigioso Cirque du Soleil”…

Firmato:

 

A.M.A. Amici del Mondo Animale
E.N.P.A. Firenze Onlus – Ente Nazionale Protezione Animali
L.I.D.A. Firenze Onlus – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale
O.I.P.A. Firenze Onlus – Organizzazione Internazionale Protezione Animali
Pro Animals Onlus
Progetto Vivere Vegan Onlus
Restiamo animali – Trasmissione radiofonica in onda su Controradio

 

 

LA LETTERA

Gentile Sindaco,
nell’approssimarsi delle feste natalizie e quindi di richieste di attendamento circhi, la invitiamo a considerare la proposta che le rivolgiamo come cittadini e come parte di quella società umana avanzata che da tempo ha relegato tra i comportamenti brutali e indegni, fenomeni come lo schiavismo, il razzismo, il sessismo…… basati sulla prepotenza del forte sul debole. Occorre che la strada intrapresa cancelli dal nostro orizzonte anche lo specismo.
Le proponiamo quindi di non accogliere nel Suo Comune circhi con animali replicando – ad esempio –  quanto deciso lo scorso Natale con l’attendamento del circo Magnifico Acquatico, nel Comune di Firenze, grazie anche alla collaborazione del Mandela Forum che ha recepito le nostre annuali proteste.
Vogliamo avvalorare la nostra proposta con le seguenti osservazioni:
– molti sono già i comuni italiani che vietano l’attendamento di circhi con animali
– la Consulta comunale di Firenze ha in corso la modifica del Regolamento tutela animali con l’inserimento delle Linee Guida Cites per quelli del circo
– la sensibilità e la conoscenza dei cittadini nei confronti degli animali è notevolmente aumentata e pretende uguale sensibilità e conoscenza da parte delle istituzioni
– l’art. 13 del Trattato di Lisbona impone agli Stati membri di tener conto degli animali quali esseri senzienti nelle loro politiche
– la Dichiarazione di Cambridge, firmata dai maggiori scienziati mondiali, stabilisce che gli animali (tutti i mammiferi, tutti gli uccelli e tanti altri) hanno coscienza
– molti Stati nel mondo hanno abolito gli spettacoli con animali
– la Regione Toscana ha appena approvato una mozione che vieta l’attendamento di circhi con animali selvatici ed esotici
– la Legge 112 del 7 ottobre 2013 si avvia a destinare incentivi ad attività circensi senza animali (di fatto portando alla chiusura gli spettacoli che li utilizzano)
– l’ODG approvato recentemente in Senato impegna il Governo ad azzerare entro cinque anni i contributi ai circhi che sfruttano animali
– oltre 600 psicologi hanno firmato un documento nel quale si esprime “….motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi, sagre in cui vengono impiegati animali…… in quanto sollecitano una risposta incongrua divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia….”
– secondo il  D.P.R. 31 marzo 1979 e il D.P.R.  8 febbraio 1954 n. 320, in quanto sindaco lei è responsabile del controllo e della vigilanza sul benessere e la tutela di tutti gli animali presenti nel territorio comunale, siano essi d’affezione, da reddito, da cortile, selvatici o esotici. Tale obbligo deve quindi considerarsi naturalmente esteso anche alle strutture che detengono gli animali e impone l’attenzione sui loro aspetti gestionali, strutturali, amministrativi, igienici, sanitari, urbanistici e ambientali.
– l’art. 544/ter della legge 189/2004 considera illecito penale ogni maltrattamento di animali che, per quelli del circo, si concretizzerebbe nel mancato rispetto delle Linee Guida Cites aggiornate al 13/4/2006. Tali Linee vietano l’attendamento di circhi che detengono primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni nonché l’esposizione di rettili (linea recentemente formulata).

Non soltanto.

Ci appelliamo anche a quelle grandi qualità che sono l’empatia, la compassione, l’affratellamento che fanno di ognuno di noi parte del tutto, vicino a chi soffre. E ogni vita soffre, anche quella degli animali (la domanda non è ‘Possono ragionare?’, né ‘Possono parlare?’, ma ‘Possono soffrire?’ – Jeremy Bentham 1748-1832).
Gli animali del circo vengono privati del loro ambiente, resi prigionieri di spazi angusti, incatenati, spezzati da una doma feroce, addestrati sotto la costante minaccia della morte, sottoposti a continui trasporti, tenuti a temperature opposte a quelle che richiede la loro biologia! Sono esseri senzienti, con caratteristiche proprie, con bisogni specifici,  non è sufficiente dar loro da mangiare e da bere, anche gli ergastolani ricevono il cibo mentre anelano alla libertà.
Dietro le quinte del chiuso mondo circense, recitano le fruste, i pungoli, gli uncini, i tiranti, le scosse elettriche, la privazione del cibo  e tanto immenso dolore che costringe un animale, quando non alla morte, a movimenti stereotipati indicatori di grande sofferenza.
Oltre alle gabbie e alle catene, ai lunghi viaggi in strette celle, alle temperature non consone, sono state documentate le brutali tecniche di addestramento degli animali tese a condizionarli con la violenza fisica e psicologica. Il risultato è un automa, costretto a sottostare al gioco della brutalità.
Gli elefanti, per esempio, sono legati da complessi rapporti sociali che si annullano all’interno di un circo dove vengono legati a doppia catena corta e costretti a ossessive oscillazioni della testa. Un elefante addestrato risponde ai segnali di un asta acuminata  spesso collegata a batterie elettriche dopo essere stato picchiato con spranghe di metallo sulla testa, sulle orecchie e sulle zampe con tutta la forza che un domatore possiede.
Il circo viene  sempre presentato come un mondo magico dove gli animali vengono trattati “in maniera egregia”. Si rafforza questa ipocrisia ricordando poi che sono animali nati in cattività, come se per questo fossero meno animali, come se le caratteristiche etologiche, biologiche innate si fossero cancellate, come se un uomo nato in prigione fosse meno uomo e preferisse la prigionia alla libertà.
Dietro la facciata imbiancata del circo si nascondono grandi imprese commerciali, abbondantemente finanziate grazie ad una miriade di provvedimenti legislativi. Infatti, nonostante gli incassi dei circhi siano crollati, il finanziamento pubblico è quasi pari al loro incasso annuo.
Un’impresa fallimentare a carico dei cittadini!
Un’impresa fallimentare che sfrutta gli animali con metodi iniqui.
Gli spettacoli circensi dovrebbero usare soltanto l’intelligenza, la fantasia, l’abilità umana come il prestigioso Cirque du Soleil che da solo incassa più di tutti i circhi italiani messi insieme.
Ci aspettiamo quindi l’inizio di un diverso modo di pensare l’uomo, le sue relazioni e il mondo degli altri viventi, quel diverso modo di pensare che percorse con entusiasmo il Rinascimento, vecchio passato da non rottamare, di cui Firenze è stata la luce.

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Informazioni su Restiamo Animali

Trasmissione su Controradio, in onda dal 4 marzo 2012

Discussione

Un pensiero su “Lettera-appello ai sindaci: dite no ai circhi con animali

  1. Sono tutti pazzi…il sindaco ha tagliato gli alberi senza aver interpellato la forestale…è dice che ama la natura…adesso se la prende con i circhi…ma anche il gatto e il cane sono animali domestici..la stessa cosa del leone e la tigre..il sindaco si deve ricordare che ci sono delle leg che dovrebbe rispettare..

    Pubblicato da Elly | 18 dicembre 2013, 17:03

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