Perle agli umani

28/4/13 – “L’uomo, i libri e altri animali” di D. Mainardi e R. Ceserani

Remo Ceserani, Danilo Mainardi, L’uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato. il Mulino, 2013

Recensione di Camilla Lattanzi

 

mainardiCos’avranno da dirsi un biologo-etologo e un critico letterario al punto da scrivere un libro a quattro mani?

E’ in libreria “L’uomo i libri e altri animali” di Remo Ceserani, studioso di letteratura comparata, e Danilo Mainardi, etologo, divulgatore scientifico e presidente dell’Unione atei razionalisti e agnostici.

Mainardi è famoso per avere provato che anche le specie animali posseggono in certa misura la capacità tipica dell’uomo di produrre e trasmettere cultura, di trasferire, cioè, da un individuo ad un altro, soluzioni di problemi e innovazioni.

Il libro è strutturato come una successione di epistole, nelle quali i due autori duettano facendosi domande, ponendo questioni, abbozzando ipotesi o comparazioni che spaziano dall’umanità al mondo animale facendoci capire quanto poco sappiamo degli altri abitanti di questo piccolo pianeta. Eppure tutti i grandi filoni del sapere hanno in comune l’osservazione della Natura: antichi filosofi, musicisti, poeti scrittori e naturalmente scienziati di ogni genere. Ciononostante, la cultura umana è talmente concentrata su un’unica specie ovvero la nostra, che è un vero piacere e uno stimolo nuovo per la mente leggere un libretto come questo, nella sua  innovativa forma di divulgazione scientifico-letteraria, attraverso la quale gli autori ci insegnano a conoscere meglio prima di tutto noi stessi.

Il libro spiega molto bene qual è la differenza tra un letterato e uno scienziato: all’umanista interessa solo la cultura, forse sarebbe meglio dire la storia culturale, della specie umana. Lo studioso di biologia invece ha uno sguardo che si allontata di 4 milioni di anni, momento in cui le prime forme di vita sono apparse sul nostro pianeta, e la sua attenzione si concentra sul gioco sempre meno misterioso ma ancora largamente sconosciuto dell’evoluzione, della differenziazione e della complicazione di queste forme di vita, con il loro rigoglio, le crisi, gli equilibri e gli squilibri, le estinzioni le nuove comparse e i mescolamenti.

In questa storia la specie umana non è mai la protagonista assoluta ma solo una specie tra le tante, che sta facendo la sua breve comparsata come tante altre hanno fatto prima di lui.

Nel testo si affrontano i massimi sistemi ponendo grandi domande su comunicazione, cultura,  paure, aggressività e violenza.

Ma si sta anche nel micro, per esempio ci si chiede se il canto degli uccelli sia solo funzionale o anche esteticamente consapevole e compiaciuto, si scopre che i pesci hanno rapporti di vicinato, che i delfini si chiamano per nome, che i colombi viaggiano per chilometri e chilometri collegando la posizione delle costellazioni con il momento dell’anno e del giorno in cui compiono l’impresa.

Leggendo di  queste imprese ci si sente un po’ ridicoli a separare la specie umana dal resto del mondo biologico.

Infine si parla di libri, di tanti libri, da Umberto Eco a Eben Eibensfeld, da Bauman a De Waal, da Freud a Fukuiama, dal Manifesto del Partito Comunista al Manifesto per la coscienza degli animali. E si parla di libri perché l’uomo è l’animale più culturale di tutti, quello più specializzato a livello della sua biologia, per produrre cultura. I suoi prodotti culturali quindi non sono qualcosa di scisso dalla sua biologia, ma un’espansione, una parte staccata ma non indipendente del suo fenotipo comportamentale

 

buona lettura!

Informazioni su Restiamo Animali

Trasmissione su Controradio, in onda dal 4 marzo 2012

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