Perle agli umani

06/05/2012 – Perle agli umani: I cani della peste

Snitter e Rowf sono due cani rinchiusi in un laboratorio di vivisezione insieme ad altri cani, topi, criceti, scimmie e altri animali, tutti sottoposti ad esperimenti. Rowf viene immerso quotidianamente in una vasca piena d’acqua e lasciato per ore ad annaspare, finché privo di forze, proprio quando rischia di annegare, viene ripescato dai suoi torturatori. Ma Rowf sa che prima o poi gli umani lo lasceranno affogare. L’esperimento a cui è stato sottoposto Snitter, riguarda invece il cervello
e le sensazioni; a causa di questo il cane porta una benda nera a coprire la scatola cranica scoperchiata. Inoltre soffre di allucinazioni, incubi, flashback e si considera – non del tutto a torto – pazzo. Grazie alla sbadataggine dell’inserviente, che una sera non chiude la gabbia in cui
sono rinchiusi, i due cani riescono a fuggire e si ritrovano nella Regione dei Laghi, in Inghilterra, cercando di sopravvivere ad una natura selvaggia e ai lavoratori del centro ricerche che sono sulle loro tracce per riportarli nel laboratorio. Gli abitanti della zona, inoltre, vengono a sapere che nel centro ricerche su animali erano in corso esperimenti sulla peste bubbonica, e così contro i due cani parte una caccia spietata alla quale parteciperà addirittura una squadra di paracadutisti.
La salvezza dei due cani dipende dall’incontro con una Volpe, che insegna loro a cacciare e a nascondersi. Ma Snitter non vuole fare il cane selvatico: per lui un cane deve avere un padrone come quello con cui condivideva i suoi giorni, prima che un incidente stradale li dividesse e lo condannasse alla reclusione nel laboratorio. Gli animali si mettono quindi alla ricerca della favolosa “isola del cane”, che nella fantasia di Snitter è situata al largo delle coste britanniche. Ma quello che troveranno, con un colpo di scena finale, sarà del tutto inaspettato.

Così come nella Collina dei Conigli, la storia narrata in questo libro è in gran parte vista con gli occhi degli animali, a cui l’autore riesce a dare spiccate personalità, mentre gli uomini si muovono sullo sfondo. L’autore dimostra in questo libro di avere a cuore alcuni temi animalisti: pur essendo un romanzo, le pagine in cui viene descritto il centro ricerche sugli animali sono un grido di dolore con cui Adams si scaglia contro la vivisezione, presentata come inumana e inutile. Oltre alla vicenda principale, inoltre, fa riflettere la presa di coscienza di uno dei ricercatori, che dopo essere stato assegnato ad un esperimento di deprivazione sensoriale su un cucciolo di scimmia, comincia a prova compassione per gli animali che dovrebbe torturare, tanto da decidere di lasciare il lavoro… non prima di aver compiuto un gesto che gli
porterà le simpatie di tutti i lettori animalisti.
Un altro tema trattato nel libro è quello della caccia alla volpe, tema caro all’autore, tanto che nel 1983 si candidò alle elezioni politiche britanniche come conservatore indipendente con il proposito di presentare una piattaforma di legge per vietare proprio questa pratica crudele, da troppi considerata alla stregua di uno sport.

Ho letto questo libro solo pochi anni fa, quando già ero animalista e con la LAV andavo nelle scuole superiori per presentare un video e discutere di vivisezione. Conoscevo quindi già il tema, ma in modo per così dire “scientifico”, poco empatico. Probabilmente è per questo che la storia dei Cani della peste mi ha coinvolta molto: pur essendo consapevole che la vicenda narrata è frutto della fantasia dell’autore, contemporaneamente sapevo che la realtà dei laboratori descritta nel libro è assolutamente plausibile.

Da “I cani della peste”, nel 1982 è stato tratto un cartone animato, mai doppiato in italiano, che si trova facilmente su youtube con il titolo originale del romanzo: “The plague dogs”.

La prima puntata è disponibile qui: http://www.youtube.com/watch?v=1ostgqhDjIo

Il libro invece non è più in stampa ma si trova in molte biblioteche oppure nei mercatini di libri usati.

Consiglio decisamente a tutti di leggere questo libro, cercatelo o fatevelo prestare. E’ una lettura più leggera e coinvolgente di un saggio sulla vivisezione, ma ugualmente pone molti interrogativi che, nonostante siano passati 35 anni dalla pubblicazione, sono tutt’ora decisamente attuali.

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Informazioni su Restiamo Animali

Trasmissione su Controradio, in onda dal 4 marzo 2012

Discussione

2 pensieri su “06/05/2012 – Perle agli umani: I cani della peste

  1. Buongiorno, mi rivolgo al Prof. Vallauri per chiedergli questo:
    Mi sento violentata e ferita e come me tantissime persone per l’allevamento di Green Hill. Com’è possibile che non si possa fare niente per contrastare questa azienda che per mero lucro alleva dei cuccioli da mandare alle aziende farmaceutiche per le sperimentazioni?
    La Costituzione e la legge Italiana non puniscono chi provoca violenze psicologiche e dolore agli esseri viventi? E qui non intendo solo i cani i questioni, ma gli umani che sono costretti a sopportare quel che avviene dietro i muri della fabbrica della morte. Ogni volta che vedo immagini di Green Hill sono costretta a cambiare canale tanta è la sofferenza che quelle immagini mi provocano e mi chiedo… perchè subire tutto questo? Voglio essere protetta da questo dolore, non lo voglio vivere, perchè i responsabili dell’azienda me lo impongono? Si potrebbe tentare una causa per violenza morale e psicologica ai proprietari di Green Hill?
    Ringrazio il Prof. Vallauri per la risposta.
    Rosaria Maruccia – Lida Firenze

    Pubblicato da Rosaria Maruccia | 8 maggio 2012, 10:01
    • Ciao Rosaria,
      non possiamo inoltrare il tuo messaggio al Prof Vallauri, perché non ha la posta elettronica, ma glielo faremo avere quando lo incontreremo.
      Ti avvisiamo però che i tempi di risposta non saranno brevi a causa di questo suo (consapevolmente scelto) digital gap…
      A presto!

      Pubblicato da Restiamo Animali | 8 maggio 2012, 10:29

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